Associazione Ligure Giornalisti

XXVIII congresso FNSI – L’intervento di Alessandra Costante dell’ALG

febbraio 14, 2019 Featured No Comments
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“Ci è stato detto che la parola lavoro doveva essere scritta qui a Levico prima di Congresso. Evidentemente fare un congresso, di libertà, diritti e fake news, tutte cose che si tengono insieme oggi, per qualcuno non è ancora sufficiente. Eppure il lavoro e non la sterile polemica politica è stata al centro dell’attività della giunta e della segreteria uscenti e sarà l’obiettivo della prossima consiliatura”. Inizia così l’intervento di Alessandra Costante, ex segretario dell’Associazione Ligure dei Giornalisti e rappresentante della segreteria della FNSI al XXVIII congresso in corso a Levico Terme.

“Il nostro settore negli ultimi anni di crisi ha perso il 3.000 posti di lavoro, in proporzione quasi il doppio degli altri settori – ha continuato Costante – Le copie stampate sono passate da 6,4 milioni nel 2008 a 2,6 nel 2018. Le imprese editoriali nel mese di gennaio, tutte indistintamente, hanno perso il 10% di pubblicità rispetto all’anno precedente: -60% in dieci anni.
Ricavi copie 5,4 nel 2007 e 2,6 nel 2017
E’ in questo ambito che ci si muove, non nel paese del bengodi e neppure nel mondo dell’editoria degli anni Ottanta quando il mio giornale, ad esempio, vendeva 140 mila copie ed oggi se riesce ad arrivare a 40 mila è festa grande.
Ci muoviamo in un tempo in cui I grandi gruppi si fondono per fare razionalizzazioni. Sapete cosa significa? Razionalizzare I posti di lavoro. E stiamo parlando di grandi aziende, quasi sempre quotate in borsa.
E se hanno difficoltà loro ad assicurare il lavoro regolare, ad applicare il contratto nazionale di lavoro, a non cedere alla tentazione di pagare 4 euro al pezzo I collaboratori, potete immaginare cosa succede nel settore dell’on Line o della piccola editoria, meno strutturata. Recentemente la relazione dell’Agcom sull’on Line dice che si tratta di aziende con un fatturato medio inferiore a 90 mila euro all’anno, solo poche superano I 300 mila euro. Il contratto Uspi nasce per queste realtà e per le testate no profit o di impresa sociale e, mi piace sottolinearlo, non è la Fnsi che può sindacare se un’impresa è no profit o no.
30 contratti Uspi ad Open? Sono 30 posti di lavoro in più. E il contratto Uspi non è una sottrazione, ma un’addizione: ha dato diritti e protezioni sociale, ha dato welfare e riconoscimenti a colleghi che prima erano fantasmi dell’informazione. Questa Fnsi non vuole lasciare da solo nessuno”.

“E anche sugli uffici stampa questa federazione dovrà trovare i modi di ottenere un contratto con la P.A – ha proseguito Alessandra Costante – per I giornalisti degli uffici stampa. Avremmo forse potuto ottenerlo prima, siamo stati rallentati da iniziative velleitarie, figlie di un altro periodo storico e appoggiate da chi coniuga la parola sindacato con il populismo. Per me la parola sindacato va coniugata con la parola lavoro. E dare ai colleghi degli uffici stampa un profilo contrattuale nella P.A. significa riconoscere diritti e tutele ad altri duemila fantasmi. E scusate se è poco e se la parola lavoro è solo al terzo posto nel titolo di questo congresso”.


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