In un documento approvato all’unanimità, ieri, i consiglieri nazionali della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana si sono espressi contro «la proposta della Fieg di destrutturare il contratto creando delle differenze generazionali», stigmatizzando, fra l’altro, il rifiuto degli editori a limiti etici all’uso dell’intelligenza artificiale in redazione. Al Consiglio Nazionale, a Roma, ha partecipato anche la delegazione ligure (nella foto con la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante) formata da Matteo Dell’Antico, Francesca Forleo, Claudia Oliva, Lorenza Rapini e Antonio Zagarese.
Di seguito il testo integrale del documento.
Il Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa italiana impegna la Giunta esecutiva del sindacato unico dei giornalisti a respingere l’impianto di rinnovo contrattuale per ora prospettato dagli editori. Il Consiglio fa propria la posizione della Conferenza nazionale dei Comitati di redazione che ha affidato alla Giunta un pacchetto di cinque giorni di sciopero, respingendo la proposta della Fieg di destrutturare il contratto creando delle differenze generazionali a livello di tutele e di diritti. Il Contratto nazionale dei giornalisti è scaduto da nove anni, ma nel frattempo gli editori hanno incassato centinaia di milioni di euro di aiuti statali che hanno gonfiato i loro utili e i loro dividendi.
E ora, in piena espansione dell’AI, gli editori rifiutano limiti etici all’uso dell’algoritmo nelle redazioni, puntando invece ancora una volta ad un tornaconto economico vendendo l’accesso ad archivi di news per cifre che vanno dai 5 ai 25 milioni di euro l’anno, come evidenziato nel rapporto 2025 sull’industria dei quotidiani in Italia.
Ai lettori arriverà un’informazione sempre più omologata e di basso livello. Se gli editori non decidono di investire sul lavoro, i giornalisti sono pronti a intraprendere una dura stagione di lotta – dagli scioperi alle azioni legali – per difendere i loro diritti e quelli dei lettori.