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Lorusso: “Da Martella spunti incoraggianti, ma serve un confronto ad ampio raggio”

ottobre 31, 2019 Featured, News, Primo Piano, Ultimi articoli No Comments
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«Le linee programmatiche del sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, illustrate oggi in commissione Cultura alla Camera, contengono spunti incoraggianti per tutto il settore». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

«È positivo – prosegue – che il sottosegretario intenda riformare la legge 416 del 1981 in modo organico, mettendo da parte interventi estemporanei. Particolarmente importante è il riferimento alla necessità di affrontare compiutamente il problema del precariato, favorendo percorsi di emersione e di inclusione. Non è più pensabile affrontare i processi di ristrutturazione aziendale soltanto in termini di tagli e uscite anticipate dal mondo del lavoro. Si tratta di misure che fino ad oggi si sono dimostrate tutt’altro che risolutive perché, lo dicono i numeri, hanno aggravato la situazione del bilancio dell’Inpgi e allargato il perimetro della precarietà».

Per il segretario generale della Fnsi, «è necessario ragionare contestualmente di investimenti, di rilancio e di sviluppo, di lavoro, partendo dalla salvaguardia dell’autonomia dell’Inpgi per la quale sono auspicabili provvedimenti in tempi brevi da parte del governo. Altrettanto impegnative sono le dichiarazioni del sottosegretario sulla necessità di contrastare le querele bavaglio e le azioni di risarcimento temerarie così come sulla sospensione dei tagli al fondo per il pluralismo dell’informazione e sulla tutela delle agenzie di stampa».

La Federazione nazionale della Stampa italiana, conclude Lorusso, «ribadisce la propria disponibilità al confronto a tutto campo con il governo e con gli editori, partendo dalla consapevolezza che serve un cambio di passo e, soprattutto, una visione d’insieme e non mirata a ottenere misure parziali. Bisogna ripartire dal lavoro regolare: la precarietà è nemica dell’informazione di qualità e non può sostenere quel pluralismo, da tutti riconosciuto, almeno a parole, un valore essenziale per la tenuta delle istituzioni democratiche».


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